Che cos’è l’altruismo efficace?

Un’introduzione all’altruismo efficace può chiarire le idee su questo movimento che coniunga la razionalità con il desiderio di migliorare il mondo in cui viviamo. Il suo scopo è quello di aiutarti a comprendere come fare del bene, nel miglior modo possibile. Ti aiuterà a decidere su quali cause concentrarti e come usare il tuo denaro e il tuo tempo per iniziare subito a fare la differenza.

Questo articolo consiste in gran parte nella traduzione di “Introduction to Effective Altruism“, presente su Effectivealtruism.org e pubblicato nel giugno del 2016. Alcune informazioni, come la posizione in classifica delle migliori organizzazioni secondo GiveWell, potrebbero non essere aggiornate. Per qualsiasi informazione, non esitare a contattarci: info@altruismoefficace.it.

Cosa significa Altruismo Efficace? Migliorare questo mondo, per davvero!

Prima di tutto, ti consigliamo di visionare il TED Talk tenuto dal celebre filosofo Peter Singer. Ancora oggi, resta una delle migliori risorse per farsi un’idea su che cosa sia l’Altruismo Efficace.

Puoi trovare maggiori informazioni su Peter Singer sulla pagina Wikipedia a lui dedicata (in italiano) o sul sito https://petersinger.info/ (in inglese).

Partiamo da un presupposto: molti di noi vogliono fare la differenza. Vediamo sofferenza, ingiustizia e morte e vogliamo fare qualcosa. Spesso, però, capire “che cosa fare” è un problema complesso.

A quale causa posso dedicarmi per fare davvero la differenza? Che carriera scegliere perché il mio contributo sia significativo? Quale organizzazione non profit userà la mia donazione in modo più efficace? Se non scegli con attenzione, rischi di sprecare tempo e denaro. Se, invece, riesci a fare una scelta saggia, hai delle possibilità strepitose di migliorare il mondo.

Altruismo Efficace significa usare dati di alta qualità e ragionare con attenzione per capire come aiutare gli altri nel modo migliore. Ti potrà aiutare a capire su quale causa concentrarti e su come usare il tuo tempo per cominciare subito a fare la differenza.

La tua opportunità

Hai un’enorme opportunità di fare del bene. La storia è piena di esempi di persone che hanno avuto un grandissimo impatto positivo sul mondo.

Irena Sendler ha salvato 2500 bambini ebrei dalla Shoah dando loro documenti falsi e aiutandoli a scappare dal ghetto di Varsavia.

Stanislav Petrov ha impedito lo scoppio di una guerra nucleare grazie alla disobbedienza civile e alla sua capacità di rimanere calmo in situazione di fortissima pressione.

Sembra che queste persone siano eroi lontanissimi da noi, dalla gente comune. Pare difficile paragonarci a chi aveva capacità straordinarie o ebbe la fortuna di trovarsi al posto giusto nel momento giusto. Ma tutti noi possiamo avere un grandissimo impatto positivo sul mondo, se scegliamo con attenzione.

Il modo più semplice per rendersene conto è pensare all’impatto che il tuo denaro può avere. Se stai leggendo queste righe, sei probabilmente molto ricco rispetto alla media globale (puoi farti un’idea di quando tu lo sia utilizzando il calcolatore, in lingua inglese, messo a disposizione da Giving What You Can). È sufficiente donare il 10% di un salario medio per salvare decine di vite nel corso di una vita, per esempio donando ad Against Malaria Foundation.

È difficile comprendere quanto sia incredibile questa possibilità. Immagina se, un giorno, vedessi un palazzo in fiamme, buttassi giù la porta, entrassi correndo e salvassi un bambino in fasce: ti sentiresti un eroe, ricorderesti quel giorno per il resto della tua vita. Studi scientifici dimostrano che puoi farlo per davvero, per il resto della tua vita, senza contare gli effetti a lungo termine del tuo gesto: aiutando le persone che vivono in situazioni di povertà estrema, procurerai alla comunità dei benefici che si estenderanno nel corso di decenni.

La tua possibilità di avere un impatto positivo va oltre i soldi che sei in grado di donare. Non sei solo fra le persone più ricche del mondo: probabilmente sei anche fra quelle che hanno ricevuto un’istruzione migliore. In effetti, è probabile che tu possa avere un impatto positivo ancora maggiore con il tuo tempo rispetto che con i tuoi soldi.

Molti tentativi di fare del bene falliscono, ma i migliori sono eccezionali

Sfruttare al meglio la nostra capacità di fare del bene è una sfida : se non ragioniamo con attenzione, rischiamo di sprecare tempo e denaro facendo cose che non funzionano.

Prendiamo un esempio famoso: la Playpump. È una particolare giostra per bambini che è stata installata in diversi Paesi dell’Africa meridionale. Mentre i bambini ci giocano, il suo asse gira una pompa che fa risalire l’acqua dalle falde acquifere: genera una sorgente di acqua fresca e pulita. L’acqua finisce quindi in un serbatoio sul quale si trovano annunci pubblicitari mediante i quali si ottengono fondi per coprire l’intero sistema. Sembra un’idea geniale: fornire contemporaneamente dei giochi per far divertire i bambini e acqua pulita per un villaggio. All’inizio degli anni Duemila, compagnie come la Colgate e la Ford e celebrità come Jay-Z e Beyoncé hanno investito moltissimi soldi per fornire le Playpumps ai villaggi rurali più poveri, e Bill Clinton l’ha definita “un’innovazione meravigliosa”.

Ma nella realtà, la Playpump si rivelò un’idea disastrosa. Le giostre sono divertenti perché continuano a girare quando ci salti su, ma la resistenza creata dalla pompa dell’acqua faceva sì che le Playpumps avessero bisogno di uno sforzo costante per girare: il divertimento era finito. Ciò che sembrava all’inizio una dotazione di giochi per bambini assomigliava sempre di più al lavoro minorile.

In alcuni casi furono le donne più anziane del villaggio a far girare la pompa, ma era un compito estremamente faticoso; altre volte i bambini venivano pagati per saltare la scuola e far girare le pompe. Di conseguenza, nessuno voleva più mettere le pubblicità sui serbatoi e il sistema divenne molto costoso. Servono, infatti, circa 14 mila dollari per installare una Playpump, mentre ne bastano 3 mila per una regolare pompa manuale. Non erano neanche molto funzionali: per provvedere abbastanza acqua per sopperire ai bisogni giornalieri di un villaggio, la Playpump doveva girare per 27 ore.

Questo non è un caso eccezionale: uno studio ha analizzato un’iniziativa scozzese di promuovere lanci col paracadute sponsorizzati per raccogliere fondi da donare in beneficenza. Il fatto che i paracadutisti fossero al primo salto, che è il più pericoloso, causò molte lesioni. Alla fine, per ogni sterlina donata ad associazioni di beneficenza in ambito medico, il Sistema Sanitario Nazionale doveva spendere 13 sterline per curare i paracadutisti.

Un altro esempio è “Scared Straight”. Si tratta di un programma, ad oggi ancora popolare negli Stati Uniti, che cerca di scoraggiare i delinquenti minorenni dal diventare criminali per il resto della loro vita facendo fare loro delle visite nelle prigioni. Alcuni studi hanno scoperto che questo programma in realtà genera un incremento dei tassi di criminalità. Una think tank ha stimato che ogni dollaro speso in questo programma costa alla società più di 200 dollari. La maggior parte degli interventi, se valutati rigorosamente, producono effetti deboli, o nessun effetto del tutto.

Nella maggior parte degli ambiti della vita capiamo che è importante basare le nostre decisioni su prove empiriche e ragionamenti, piuttosto che su ipotesi e istinti viscerali. Se cerchiamo delle cure mediche, vogliamo sottoporci a trattamenti che hanno superato delle prove scientifiche; quando investiamo del denaro, cerchiamo più informazioni che possiamo a proposito di tutte le nostre opzioni per scegliere quelle che ci daranno il massimo ritorno; nel momento in cui vogliamo comprare qualcosa, leggiamo le recensioni degli altri acquirenti per capire se stiamo comprando un buon prodotto. Eppure, quando si tratta di fare del bene, abbassiamo i nostri standard.

Diamo i soldi ad alcune organizzazioni semplicemente perché ci hanno fermati per strada e non sappiamo mai che cosa hanno fatto con i nostri soldi; facciamo volontariato per un’organizzazione senza chiederci l’efficacia del nostro lavoro; compriamo prodotti “etici” semplicemente perché hanno una certa etichetta, senza indagare su cosa significa davvero quell’etichetta. Il risultato è che le buone intenzioni sono spesso sprecate perché le persone usano il loro tempo e il loro denaro in modo poco efficace. Per essere sicuri di fare il massimo dobbiamo comparare costi e benefici di diverse azioni.

Ad esempio, nel 2007 Oprah Winfrey ha finanziato una scuola in Sudafrica per 40 milioni di dollari. Questo ha sicuramente portato un gran beneficio alle 150 ragazze che la possono frequentare, ma in Angola, per costruire una scuola, bastano 30 mila dollari. Oprah avrebbe potuto finanziare la costruzione di più di mille scuole con gli stessi soldi, dando in questo modo accesso all’educazione a migliaia di ragazzi in più. Più che un generoso contributo, questi 40 milioni sembrano un’opportunità sprecata.

È facile fare esempi indicando gli eccessi delle celebrità, ma tutti ci troviamo davanti alle scelte di questo genere quando decidiamo come aiutare. Dovremmo essere sicuri che non stiamo sprecando le nostre opportunità dando soldi a progetti poco efficaci.

Economisti specializzati in “sviluppo” al “Poverty Action Lab” del MIT hanno mostrato che molti programmi, per esempio quelli che vorrebbero migliorare la frequenza scolastica, non hanno alcun effetto, mentre fra quelli che hanno un qualche impatto misurabile, i migliori sono tali di più di dieci volte.

Confrontare modi differenti di fare del bene è difficile, sia a livello emotivo che pratico. Questi studi sono tuttavia fondamentali per assicurarci che nel nostro tentativo di aiutare gli altri faremo il massimo. E quando si tratta di comparare modalità di fare del bene, la scelta più importante è quella della causa.

Quale causa?

Il mondo si sta facendo più pacifico e più prospero. Mentre i media tendono a concentrarsi sugli aspetti negativi della nostra epoca, il mondo diventa più sicuro. Le persone vivono vite più lunghe, sono più in salute, e ogni giorno ci si aprono più opportunità. Questi cambiamenti ci mostrano che sono possibili grandi miglioramenti della nostra qualità di vita, e talvolta possono accadere molto velocemente.

Sforzi collettivi e concertati per migliorare il mondo hanno già avuto un successo fenomenale. Sono sufficienti pochi esempi: il numero di persone che vivono sotto la soglia della povertà stabilita dalla Banca Mondiale è più che dimezzato rispetto al 1990; il numero di decessi annui dovuti alla malaria è dimezzato rispetto al 2000; siamo sopravvissuti alla Guerra Fredda senza che nessuna arma nucleare venisse detonata in un atto di aggressione fra Paesi; negli ultimi secoli abbiamo abolito la tratta degli schiavi, diminuito l’oppressione delle donne e, in molti Paesi, fatto molto per assicurare i diritti di persone omosessuali, bisessuali, transgender e queer.

Ma molte persone sono ancora fuori dal nostro raggio d’azione: un miliardo di persone vive con meno di due dollari al giorno; milioni di persone muoiono ogni anno a causa di malnutrizione, diarrea o malaria – tutte morti che avremmo potuto prevenire; l’industrializzazione del nostro sistema agricolo ha portato miliardi di animali a passare le loro vite in condizioni disumane a causa dell’allevamento intensivo, prima di essere macellati; il cambiamento climatico, la competizione per le risorse e nuove tecnologie fuori dal nostro controllo hanno il potenziale per generare un impatto fortemente negativo su miliardi di persone nel futuro.

La causa alla quale decidi di dedicarti è quasi sicuramente il fattore principale che determina quanto bene potrai fare. Se sceglierai una causa che non permette di aiutare un gran numero di persone o se non ci sono al momento buoni modi per risolvere il problema, andrai a limitare significativamente il livello del tuo impatto.

Molti cominciano con una causa già scelta da qualcun altro. Vi si avvicinano grazie ad articoli che ne parlano oppure ad amici che stanno facendo raccolte fondi per una qualche organizzazione benefica. Ma scegliendo una causa semplicemente perché “ci è capitata”, potremmo trascurare i problemi più importanti che affliggono il nostro tempo. William Wilberforce fu una delle figure chiave nel movimento per l’abolizione della schiavitù nel diciottesimo e nel diciannovesimo secolo, ma cosa sarebbe successo se avesse deciso di impegnare le sue energie nella lotta per i diritti degli operai bianchi perché, casualmente, gli capitò di esserne più appassionato? Il mondo sarebbe un posto decisamente peggiore.

Sfortunatamente le persone spesso non scelgono di lavorare sui problemi più importanti. Anche quando riescono a fare del bene, perdono l’opportunità di avere un impatto di gran lunga maggiore. Consideriamo soltanto un modo per fare la differenza: donare denaro. Tantissimi soldi sono donati ogni anno: solo negli Stati Uniti 373 miliardi di dollari sono stati donati nel 2015; nel Regno Unito 10 miliardi, cifra comparabile a quella spesa dal governo britannico in aiuti umanitari oltremare, sono stati donati da donatori individuali. Purtroppo la maggior parte di loro ha scelto di donare all’interno delle loro comunità. Se da un lato è comprensibile che delle persone che vogliono fare la differenza ci provino lì dove possono vedere gli effetti delle loro donazioni, il risultato è che quei soldi vanno a persone che stanno già molto bene rispetto alla media globale, invece che andare ad aiutare coloro che ne hanno più bisogno. 

L’imprenditore americano Marc Benioff, amministratore delegato del software “Salesforce”, ha donato più di 100 milioni ad ospedali pediatrici a San Francisco. Dal momento che, in termini globali, il sistema sanitario americano fornisce già cure di altissimo livello, è improbabile che questi ospedali salveranno molte vite in più grazie a questa donazione. Quella stessa cifra avrebbe potuto però salvare migliaia di vite se fosse stata indirizzata alle organizzazioni più efficaci che lavorano nei Paesi più poveri.

Il magnate dell’industria musicale David Geffen ha donato 100 milioni di dollari per restaurare l’Opera del Lincoln Centre e altri 100 milioni per migliorare il MoMA, entrambi a New York. Queste donazioni renderanno questi luoghi più gradevoli per coloro che frequentano musei e teatri, ma non è difficile capire quanta differenza avrebbero potuto fare se fossero stati spesi per dei problemi più urgenti.

Sfortunatamente la maggior parte delle donazioni più grandi viene spesa nei Paesi più ricchi, solo l’11% di questo denaro va nei Paesi poveri. Ma non sono solo i miliardari a non donare efficacemente come potrebbero: dei $ 373 miliardi che sono stati dati in beneficenza negli Stati Uniti, solo il 4% ha operato sul piano internazionale; solo il 12% del 10 miliardi donati in Gran Bretagna nel 2014 è andato nei paesi non industrializzati. Queste sono opportunità perse perché la vera differenza si fa soprattutto lì. Il denaro necessario per ottenere copertura universale di zanzariere contro la malaria, estremamente efficaci nel prevenire la sofferenza e la morte, nel 2015 era stato stimato di circa $ 200 milioni. Le donazioni di David Geffen alle istituzioni culturali avrebbero potuto, da sole, provvedere a tutto il necessario.

Ma non dovremmo concentrarci esclusivamente sulle donazioni: lo stesso vale per il modo in cui le persone decidono di passare il loro tempo. Se vuoi decidere su cosa concentrarti, è importante riflettere sui motivi che ti spingono ad aiutare le persone. Pensi che sia brutto che le persone muoiono e soffrono per un determinato motivo (come il cancro, la malaria o la guerra) oppure credi che la sofferenza e la morte siano brutte sempre, qualunque sia la loro causa? La maggior parte delle persone, riflettendo, concorderebbe che, se vogliamo migliorare la vita delle persone non dovrebbe interessarci cosa causa la loro sofferenza, l’importante è che stanno soffrendo.

Cause promettenti

Come possiamo, quindi, capire su quale causa ci dovremmo concentrare? Individuiamo cause importanti sulla base del loro impatto (incidono molto sulla vita di molte persone), della loro trattabilità (più risorse faranno molto nell’affrontare il problema) e sulla base del fatto che sono trascurate (poche persone stanno lavorando per risolvere il problema).

In accordo con questi fattori, ci sono diverse aree che hanno una particolare preminenza fra i membri della comunità dell’Altruismo Efficace. Queste scelte non sono immutabili, ma ipotizziamo che siano i problemi sui quali possiamo avere maggiore impatto, in base alle prove di cui disponiamo al momento. Se e quando nuovi studi individueranno altre cause come più promettenti, prenderemo in considerazione di lavorare su di esse.

La lotta alla povertà estrema

Circa 900 milioni di persone vivono al di sotto della soglia di povertà stabilita dalla Banca Mondiale. In altre parole, vivono con meno di $ 1,90 al giorno; malattie legate alla povertà estrema, come la malaria e le malattie trasmesse dall’acqua, uccidono milioni di persone ogni giorno. La malnutrizione dei Paesi in via di sviluppo può portare a deficit cognitivi, difetti congeniti e ritardi della crescita.

Molte di queste sofferenze possono essere facilmente evitate o mitigate: zanzariere contro la malaria costano circa $ 2,50 l’una; con sistemi di assistenza, i Paesi possono integrare alimenti di base come la farina con micronutrienti essenziali (come ferro, iodio e vitamine) che sono molto economici; curare un bambino con infezioni dovute a vermi parassiti costa meno di $ 1,50. Campagne mediatiche che incoraggiano cambiamenti comportamentali sono un modo promettente per migliorare la salute, il benessere e potrebbero migliorare significativamente l’efficacia di altri servizi sanitari. Il semplice trasferimento di denaro, invece, verso persone estremamente povere dà loro potere economico e, quindi, maggior controllo sulla propria vita. Migliorare la salute non solo evita la sofferenza legata alla malattia e alla morte, ma permette anche alle persone di ricevere una migliore istruzione e di lavorare. Di conseguenza, avranno più denaro e opportunità più avanti nella vita.

Sofferenza animale

Molte persone nella comunità dell’Altruismo Efficace credono che dovremmo preoccuparci del benessere degli animali non umani. In particolare, l’industrializzazione del sistema agricolo implica che miliardi di animali, ogni anno, sono mantenuti in condizioni disumane negli allevamenti intensivi, e le loro vite terminano molto presto: ovvero quando vengono macellati per diventare cibo. Coloro che si occupano di difendere il loro benessere sostengono che è relativamente economico ridurre la domanda di carne che viene dagli allevamenti intensivi o mettere in atto cambiamenti in ambito legislativo per migliorare il benessere degli animali da allevamento: il fatto che il numero di animali coinvolto sia così spaventosamente alto significa che fare progressi in questo campo potrebbe evitare moltissima sofferenza.

Il futuro dell’umanità

Se crediamo che dovremmo avere preoccupazioni morali per persone che sono vive in questo momento, ma che vivono in altre parti del mondo, allora molti potrebbero sostenere che dovremmo avere preoccupazioni morali anche per le generazioni future. In altri termini: se ci preoccupiamo di chi è separato da noi dallo spazio, dovremmo fare lo stesso per persone separate da noi dal tempo.

Il numero di persone che potrebbero esistere in futuro è astronomico. Per questo motivo assicurarsi che la specie umana continui e che il suo futuro abbia un segno positivo ci sembra molto importante. Ci sono, però, molti modi in cui potremmo precludersi la possibilità di ottenere un futuro molto positivo. Il cambiamento climatico e la guerra nucleare sono minacce nei confronti della sopravvivenza della nostra specie che conosciamo bene, ma alcune tecnologie emergenti, come la geoingegneria e lo sviluppo di nuovi agenti patogeni, generano nuovi rischi che sono almeno altrettanto grandi. Altre tecnologie saranno sviluppate nei prossimi decenni, come l’intelligenza artificiale avanzata, e potranno ridefinire radicalmente il corso del progresso umano nei secoli futuri. Molti, nella comunità dell’Altruismo Efficace, scelgono quindi di assicurarsi che potremo raccogliere i benefici di queste nuove tecnologie evitando di doverne fronteggiare i rischi.

Altre cause

Ci sono molte altre cause estremamente promettenti che, sebbene non siano al momento negli interessi primari della comunità, hanno buone probabilità di avere un grande impatto. Ad esempio:

  • La ricerca in campo di salute mentale e disturbi neurologici, in particolare per quanto riguarda la depressione e i disturbi di ansia, e il miglioramento nell’accesso alle cure nei Paesi in via di sviluppo
  • Ricerca scientifica fondamentale
  • Miglioramento dell’establishment scientifico: maggior trasparenza e riproduzione dei risultati
  • Ricerca e cura di alcune forme di cancro
  • Prevenzione, adattamento e mitigazione del cambiamento climatico
  • Controllo dell’uso del tabacco
  • Prevenzione degli incidenti stradali
  • Riforma delle politiche sul commercio e sulle migrazioni internazionali

È probabile che abbiamo trascurato alcune cause estremamente importanti. Un modo, quindi, per avere un grandissimo impatto potrebbe essere quello di cercare altre opportunità di fare del bene che hanno, potenzialmente, un alto impatto, ma che ancora non abbiamo trovato.

L’Open Philanthropy Project, un’organizzazione nonprofit americana, ha indagato diverse cause ed aree per capire quali forniscono le migliori opportunità per le grandi sovvenzioni. Al momento consigliano di occuparsi di sanità e sviluppo a livello globale, ricerca scientifica, benessere degli animali da allevamento, riforma dell’immigrazione, biosicurezza e intelligenza artificiale.

Quale carriera?

Molti di noi passano una porzione estremamente significativa della vita, più di 80,000 ore, lavorando: questa è una risorsa enorme che possiamo usare per rendere il mondo un posto migliore.

Spesso i consigli per scegliere una carriera “etica” sono troppo limitati. Il più comune è quello di lavorare semplicemente per una no-profit, ma molte di esse non sono per niente efficaci. Esse infatti lavorano su delle cause errate o non ti permetteranno di imparare ciò che ti serve per avere un maggior impatto sul lungo periodo.

Crediamo che la ricerca scientifica, l’imprenditoria, il lavoro in ambito politico e per organizzazioni estremamente efficaci (sia no-profit che for-profit) siano invece carriere molto promettenti.

Un’altra strada è quella del cosiddetto “earning to give” (guadagnare per donare): la scelta deliberata di una carriera estremamente redditizia con il proposito di donare una porzione significativa dei guadagni. Se possiedi un’abilità che è estremamente richiesta potresti donare abbastanza da finanziare più lavoro di quanto non potresti portare a termine tu stesso.

Un’opzione finale, compatibile con alcune delle altre, è il cosiddetto “skill-building” (costruzione di abilità): scegliere un lavoro con lo scopo di sviluppare competenze, fare esperienze e ottenere credenziali e conoscenze che ti aiuteranno ad avere un impatto ancora maggiore più avanti nella vita.

Contrariamente alle donazioni, nella scelta della carriera il fatto che tu ti senta portato per la strada che scegli è molto importante, ma questo non vuol dire seguire il tipico consiglio “segui le tue passioni”. Questo si rivela un consiglio spesso poco sensato, soprattutto se la tua passione non si avvicina a nessuna delle cause da priorizzare. È importante capire l’area di lavoro in cui potrai eccellere, mentre la passione è in realtà molto meno importante di quanto tu non creda. Spesso altri fattori vanno a influenzare la tua soddisfazione sul lavoro molto di più.

80,000 Hours è un’organizzazione che si dedica ad aiutare le persone a capire quale carriera permetterà loro di avere un impatto positivo maggiore. Fornisce una guida ai concetti più rilevanti nella scelta della tua carriera e una serie di strumenti per aiutarti a prendere la tua decisione, oltre ad aver prodotto moltissimi studi sulle possibili carriere in diversi ambiti.

Quale associazione benefica?

Uno dei modi più semplici per una persona che vive nei Paesi sviluppati di fare la differenza è quello di donare denaro ad organizzazioni più efficaci che lavorano sulle cause più importanti. In questo modo egli può permettere a queste associazioni di fare più cose buone ed è molto più flessibile delle “donazioni di tempo”, come il volontariato.

Come accennavamo prima, la maggior parte di noi non si rende conto di quanto sia ricca in termini relativi: una persona che percepisce uno stipendio medio in un paese ricco probabilmente percepisce uno stipendio più alto del 95% della popolazione mondiale ed è circa venti volte più ricco di una persona nella media a livello globale. Questa ricchezza relativa rappresenta un’incredibile opportunità per fare del bene in maniera efficace.

Le donazioni efficaci

Alcune organizzazioni collegate al movimento di Altruismo Efficace si impegnano a trovare le cause più efficaci a cui donare, usando l’evidenza scientifica per supportare le loro scelte. Tra queste, l’organizzazione più grande è GiveWell, che studia approfonditamente cause e associazioni promettenti e suggerisce ai donatori quelle a cui donare per avere un grosso impatto.

Donare non richiede alcuna abilità speciale e ti permette di avere un impatto anche solo donando una somma esigua. Da un lato, avere più denaro a disposizione vuol dire poter donare somme maggiori. Dall’altro, individuando le cause e le organizzazioni migliori, puoi avere un grosso impatto anche con una piccola donazione.

Le organizzazioni “top” consigliate da GiveWell operano tutte nell’ambito della salute e dello sviluppo globali. Raccomandano Against Malaria Foundation, che distribuisce zanzariere per proteggere i bambini dalla malaria; GiveDirectly, che fa bonifici senza vincoli a individui molto poveri in comunità svantaggiate del Kenya; Schistosomiasis Control Initiative e Deworm the World, entrambe impegnate nel trattamento di persone affette da parassiti.

Un’altra importante organizzazione che valuta diverse associazioni benefiche – anche se molto più piccola di GiveWell – è Animal Charity Evaluators che ricerca le migliori organizzazioni che si occupano di animali. Raccomanda Mercy for Animals e The Humane League, impegnate a incoraggiare le persone a ridurre il loro consumo di carne e The Good Food Institute, che promuove lo sviluppo di alternative competitive ai prodotti di origine animale.

Purtroppo, al momento non esiste un’organizzazione che studia e suggerisce al donatore medio associazioni che si occupano di cause che riguardano il lungo termine. Nella comunità di Altruismo Efficace, molti tra quelli che vogliono impegnarsi in questo tipo di cause, donano al Future of Humanity Institute, al Machine Intelligence Research Institute, a Cool Earth, all’ UPMC Center for Health Security e al Ploughshares Fund.

Impegnarsi a donare

È facile riproporsi di donare una somma significativa in beneficenza, ma può essere difficile trasformare il proposito in realtà. Un possibile modo per rimanere fedeli ai nostri propositi, è quello di fare pubblicamente la promessa di donare.

Giving What We Can chiede alle persone di promettere di donare il 10% del proprio reddito totale alle organizzazioni più efficaci.

Si può prendere un simile impegno su The Life You Can Save, cominciando con il donare l’1% del proprio reddito annuale a organizzazioni che combattono gli effetti della povertà estrema.

Partecipare

L’Altruismo Efficace è una raccolta di idee. Ma le idee sono inutili se non si trasformano in azioni.

Esiste già una comunità in crescita di persone che prendono queste idee sul serio, e le stanno mettendo in pratica.

La comunità

Più di 3000 persone hanno fatto la promessa di Giving What We Can di donare il 10% del loro reddito totale alle organizzazioni più efficaci. Centinaia di persone hanno modificato significativamente i propri piani di carriera in base ai principi dell’Altruismo Efficace. E ci sono più di cento gruppi locali di Altruismo Efficace.

Puoi leggere queste storie nella nostra pagina di Community Profiles.

Agisci

Se l’idea dell’Altruismo Efficace ti ispira, ci sono diversi modi in cui puoi agire:

Altre letture

Se vuoi fare delle letture più approfondite sui temi dell’Altruismo Efficace, consigliamo questi libri:

In italiano
  • La cosa migliore che tu puoi fare, di Peter Singer
  • Salvare una vita si può: agire ora per cancellare la povertà, di Peter Singer
In inglese